RE-EDITH      ISTANTANEA      COLLABORATIONS
RE-EDITH   Quando ho conosciuto le canzoni di Edith Piaf non le ho amate ma sono stata molto attratta dalla sua voce dalla quale capivo che avrei voluto conoscere la storia di quella donna, cosa sentiva, cosa pensava. Non era solo una bella voce ma era “totale”. Ho cominciato a leggere le sue biografie, a guardare i film che parlavano della sua vita e a comprendere di chi fosse quel suono. Ho amato non le sue canzoni ma lei per come era stata in grado di dare tanto nonostante la vita le sottraesse continuamente qualcosa. La sua generosità nel cantare faceva eco dentro di me con la mia idea di canto. Un giorno un’amica mi ha regalato un piccolo libro in cui erano raccolte tutte le lettere che lei aveva scritto ad un suo amante rimasto segreto nonostante che la vita privata di Edith fosse sempre sulla bocca di tutti. Erano state vendute dagli eredi dell’uomo dopo la sua morte. Leggendole ho capito che molti miei pensieri erano presenti in quelle lettere e i pensieri di tante donne come me ed Edith. In quelle lettere ho letto le parole un po’ folli di una donna persa e non di una cantante di grande successo. In me quelle lettere hanno risvegliato la consapevolezza di potere usare quelle parole perché in qualche modo mi appartenevano. Con un grosso pennarello nero ho cominciato a cancellare tutte le parole fino a quando non ne trovavo una  che mi dicesse qualcosa e poi la successiva e via così. Pagine nere con qualche pezzettino bianco e di qui i testi. Ho definito così questo lavoro “La stesura dei testi dei brani di Re-Edith è ottenuta grazie ad un delicato e accurato lavoro di cancellazione parziale delle parole di ogni singola epistola, al fine di comporre un nuovo scritto attraverso un esercizio di sintesi poetica. Assenza e sottrazione sono gli elementi attraverso cui è stata esplorata la sua figura dandone una descrizione che va oltre il personaggio che tutti conoscono. Sono state distillate le sue parole e private della loro quotidianità e dei loro riferimenti temporali, in modo che appartenessero ad una dimensione spazio-temporale universale. Quelle stesse parole non appartengono più a Edith ma ad una poesia che è di tutti e da tutti condivisa” Contemporaneamente ho cominciato a creare dei campioni di suono con la voce e con una sample machine, che si fondessero con queste parole, che avessero le stesse caratteristiche di essenzialità e la stessa forza, togliendo tutto il superfluo che fino a quel momento aveva caratterizzato gran parte della musica a cui mi ero dedicata. Anche creando la musica ho continuato ad avere in mente quelle righe nere che cancellavano lasciando scoperto solo qualcosa di importante da dire. E questo era il punto di partenza. Marco Monfardini poi ha selezionato i miei campioni, li ha destrutturati e fusi con i suoi suoni elettronici. Gli ha dato un andamento ritmico e una profondità. Una collocazione nello spazio grazie all’uso di suoni originali di varia altezza colore e intensità. Una scelta sonora estremamente raffinata che caratterizza tutto il suo lavoro. Gianluca Sibaldi ha scritto la musica per i violoncelli che rappresentano le altre voci di questo progetto. Il suono caldo e ruvido delle corde che si fonde con quello perfetto dell’elettronica senza contrapporsi ma in un perfetto equilibrio tra gli opposti. Da grande conoscitore della musica e da esperto tecnico di studio ha curato ogni dettaglio della composizione e della qualità del suono E infine, in una condivisa sintesi di linguaggi, abbiamo creato una sonorità che fosse totalmente coerente con il suono delle parole e con il loro senso. Re-Edith è la prima uscita dell’etichetta Extrasync , sotto etichetta di Sync, piattaforma per artisti visivi e sonori   Anna Granata         voice, sample machine Marco Monfardini  electronics Gianluca Sibaldi     cellos score, piano, sound design
When I met the songs  by Edith Piaf I did not love the songs  themselves  but I was very attracted  by her voice so that I realized I wanted to know her life, her feelings and thoughts. It was not just a beautiful voice, it represents  her whole life. I started reading her biographies, watching movies about her life to understand who really was the woman behind that voice. More than the songs I loved Edith for the way she was able to give so much although the life  scratched something away from her, day after day.  Inside me, her deep generosity in singing matched with my idea of singing. One day a friend gave me a little book in which they had collected all the letters she wrote to a secret lover who remained unknown for very long time despite Edith’s private life was always on everyone’s lips. Those letters had been sold by  that man’s heirs after his death; when I was reading the letters I realized that many of my thoughts were present in those words, as well as thoughts and feelings of many other women like me and Edith. In those letters I read insane words by a woman in great troubles and not words written by a famous and successful singer. Reading  those letters awakened in my mind  the consciousness that I could use those words because for some reasons  they words also belonged to my life and my experience as a woman. With a big black marker I began to delete all the words until I found one that would tell me something and then the next,..and so on. Black pages  with some white spaces. That was the birth of new lyrics. Here’s how  I described this work: “..the lyrics for the songs in the album Re-Edith are the results of an accurate and delicate process of partial cancellation of the words of each letter. The aim was to compose a new text, through a work of poetic synthesis. Absence and subtraction: these are the two elements through which her character has been explored, providing a description that overcomes the public persona that everybody knows. Her words have been distilled and deprived of their daily lives and time references, in order to make them part of a universal time-space dimension.These words are no longer Edith’s ones. They become part of a poetry that belongs to everyone and that everyone understands and shares...” At the same time I began to use  with my voice and other machines to create sound samples that could melt with those lyrics. The sound, the samples should have the same strength and purity that the words have, taking away everything superfluous that, until then, had  characterized much of the music I was involved with. From then on, even when I composed the music, I had in my mind those  black lines, that erased the paper leaving clear only something important to say. This was the starting point. Later, Marco Monfardini selected my samples; he deconstructed them and merged with its electronic sounds. He built a rhythmic path and sound depth, through the use of original sounds and various pitches, colors and intensity. An extremely refined sound choice that  characterizes his entire work. Gianluca Sibaldi composed the music for the cellos that represent the other “voices” of this music project. Sometimes  warm and  other rough, the sound of the cellos blend with the perfect sound of electronics, not in opposition but in a perfect balance between opposites. As a great music connoisseur and expert recording studio engineer, he took care of every detail of the composition, the quality of sound and the final mix. In a shared synthesis of languages, we created a sound that totally matched with the sound and the  meaning of the words. Re-Edith is the first release of EXTRASYNC, under the SYNC label, a space for visual and sound artist. Anna Granata - voice, sample machine Marco Monfardini – electronics and visual art Gianluca Sibaldi – cellos score, piano, sound design
RE-EDITH
title : NON, JE NE REGRETTE RIEN
artist : Anna Granata | Marco Monfardini | Gianluca Sibaldi
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RE-EDITH | PREVIEW
The 53rd TIAFT meeting supports the production of  Re-Edith TIAFT 2015 presented Re-Edith preview in the magnificent Salone dei 500, the main a symbol of artistic life in Italy, from the Italian Renaissance to the present day. This initiative was born as a mission to support modern Italian art, in its multiple forms and expressions, where music and modern performance art meet.